Cervinara

693bf454db5432c788ca375365160e83.jpgCervinara è un comune di 10.160 abitanti della provincia di Avellino ed è il più importante centro irpino della Valle Caudina

Storia
La leggenda vuole che il nome Cervinara derivi da un altare dedicato dai Romani a Cerere, dea delle messi. Il toponimo compare, per la prima volta, in un documento dell’837 che descrive la donazione del “castrum quod dicitur Cerbinaria in Caudetanis” al principe beneventano Sicardo da parte dei monaci di San Vincenzo al Volturno. Il borgo, probabilmente, sorse tra il nono e il decimo secolo d.C., in età longobarda, quando le popolazioni si concentrarono, dalle campagne, intorno al borgo fortificato in località Castello. Cervinara ebbe numerosi feudatari, tra cui i Della Leonessa, i Filangieri, i Carafa, i Caracciolo ed i Sant’Eramo. Dal Feudalesimo fino agli inizi del 1800 Cervinara conobbe un forte sviluppo agricolo, soprattutto grazie alla particolare fertilità del suolo.
Durante il Risorgimento il paese contribuì ai moti liberali del 1820 e del 1848, quando i carbonari decisero di partire proprio da Cervinara per marciare su Napoli ed instaurarvi la Repubblica. Ma i fermenti rivoluzionari non riuscirono mai a coinvolgere la maggioranza della popolazione, anzi, il paese, il 29 e 30 novembre 1860, si schierò addirittura dalla parte dei Borboni ed insorse contro il governo piemontese.
Ebbe, così, inizio il periodo del Brigantaggio, che, già dai suoi primi anni, si sovrappose con la delinquenza che poi confluì nelle bande camorriste. Le bande di Cipriano e Giona La Gala, scelsero come rifugio i monti sovrastanti il paese terrorizzando la popolazione attraverso il ricatto ed il saccheggio dei paesi a valle. Questo triste periodo è stato ritratto da due cervinaresi illustri: lo storico Luigi Barionovi in una serie di studi legati al territorio non solo cervinarese, e dallo scrittore Angelo Renna nel suo romanzo storico “Terre di Briganti”.

Album Fotografico
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Economia
Le risorse principali del paese oggi sono l’agricoltura ed il commercio. In misura minore è ancora presente l’artigianato, benché sia un’attività che va purtroppo scomparendo. Il terreno assai fertile produce fagioli di ottima qualità, tabacco, uva da vino (Aglianico, Falanghina) e frutta, in particolare ciliegie e mele annurche. La montagna, poi, produce castagne, funghi porcini e tartufi neri, di tipo scorzone. Alla montagna è legata anche la produzione di carbone e di legna da ardere. Il paese, da qualche decennio, subisce un sensibile spopolamento causato, soprattutto, dall’emigrazione degli abitanti più giovani in cerca di lavoro verso il Nord ed il Centro Italia.

Cultura
Il patrimonio turistico cervinarese comprende diversi monumenti, oltre al torrione medievale di epoca longobarda, ormai diroccato, in località Castello, nella frazione Ferrari sorgono l’Abbazia di San Gennaro, costruita intorno al 1100 ed ora consacrata a Santuario della Madonna Addolorata ed il Palazzo Marchesale, edificato nella seconda metà del XVI secolo. Il paese si presta particolarmente al turismo. Infatti, è possibile fare escursioni in alta montagna, raggiungere le limpide sorgenti di acqua ghiacciata, l’Acqua Rossa, il Pisciariello. Si può salire a piedi fino alla Piana di Lauro (a circa 1110 metri di altitudine) dove in condizioni atmosferiche favorevoli, si può godere di uno splendido panorama ed osservare il Vesuvio.

Gastronomia
Per gli amanti della buona tavola, è d’obbligo assaggiare i cibi genuini del paese, le lavanelle (rigorosamente fatte in casa) con i fagioli, la menesta ‘o pignato, i fusilli, gli gnocchi, la carne paesana, ruocculi e sasicchie, diversi tipi di cacciagione, cinghiale, fagiani, patate alla brace, peperoni arrostiti, dolci fatti con le castagne, funghi porcini, tartufi, il tutto annaffiato dagli ottimi vini locali, Aglianico in primis.
Piatto tipico e antico, quasi dimenticato da tutti, sono i ravioli farciti con ricotta e zucchero serviti con sugo al pomodoro fresco. Questa pietanza rappresenta la tradizione di Cervinara. Ciò è dimostrato anche dal fatto che in passato l’agrodolce caratterizzava la cucina tipica dell’irpinia.

Frazioni
Castello, Ioffredo, Ferrari, Valle, Pantanari, Trescine, Scalamoni, San Potito, San Marciano, Curielli, Salomoni, Pirozza

Il territorio
Superficie  Kmq 29.2 
Densità demografica Kmq 346.51 
Altitudine del centro mt. 284 slm 
Altitudine minima mt. 260  slm
Altitudine massima mt. 1475 slm

Informazioni turistiche
Itinerari
: il patrimonio turistico cervinarese comprende diversi monumenti, oltre al torrione medievale di eopca longobarda, ormai diroccato, in località Castello, nella frazione Ferrari sorgono l’Abbazia di San Gennaro, costruita intorno al 1100 e ora consacrata a Santuario della Madonna Addolorata e il Palazzo Marchesale, edificato nella seconda metà del XVI secolo. Il paese, come del resto tutta la Valle Caudina, si presta particolarmente al turismo. Infatti è possibile fare escursioni in alta montagna, raggiungere le limpide sorgenti di acqua ghiacciata, l’Acqua Rossa, il Pisciariello. Si può salire a piedi fino alla Piana di Lauro (circa 1110 metri) dove in condizioni atmosferiche favorevoli, si può godere di uno splendido panorama e osservare il Vesuvio. Per gli amanti della buona tavola, è d’obbligo assaggiare i cibi genuini del paese, le lavanelle (rigorosamente fatte in casa) con i fagioli, la menesta ‘o pignato, i fusilli, gli gnocchi, la carne paesana, ruocculi e sasicchie, diversi tipi di cacciagione, cinghiale, fagiani, patate alla brace, peperoni arrostiti, dolci fatti con le castagne, funghi porcini, tartufi, il tutto annaffiato dagli ottimi vini locali. Cervinara infatti, benché sprovvista di alberghi (i quali si trovano a qualche chilometro di distanza), abbonda di ristoranti, agriturismi e trattorie tipiche, meta di numerosi turisti.

Cervinaraultima modifica: 2007-10-12T11:30:00+02:00da forza_avellino
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